L’ uomo occidentale è riuscito a ottenere tutte le ricchezze che l’ umanità ha sempre sognato. L’ Occidente è riuscito a diventare materialmente ricco, ma ora è troppo stanco, appesantito. Il viaggio ha preso tutta la sua anima, l’ uomo occidentale è sfinito. Tutto ciò di cui l’ uomo ha bisogno è a portata di mano, ma l’ uomo in quanto tale non c’ è più.”
(Osho, Una vertigine chiamata vita).

Oggi viviamo in un mondo competitivo e sfidante, in cui solitamente gli obiettivi ci vengono imposti da altre persone, sono esterni a noi, alla nostra indole, alla nostra anima, alle nostre passioni. Inoltre, raggiunti questi obiettivi, immediatamente c’è qualcuno che ce ne impone altri, ancora più sfidanti, senza darci la possibilità di godere dei risultati raggiunti e di rallentare i ritmi per un periodo. Da qui la carenza di autostima della nostra epoca, i problemi psicologici, le crisi di panico, le depressioni. Sapete cosa sono gli eco-trail? Sono corse campestri attraverso sentieri di montagna, spesso molto duri, con percorsi di svariati chilometri e dislivelli d’altitudine anche di 1.000 metri.

Correre un eco-trail significa avere forza fisica, ma soprattutto forza interiore; avere tenacia, pazienza, fidarsi della propria anima, fidarsi del proprio corpo, dei propri piedi. Anche correre un eco-trail significa competere. Ma competere non con gli altri (come ci insegna la nostra società) bensì significa competere con se stessi, misurarsi con la propria forza interiore, con il proprio amore per la vita, con l’importanza di arrivare al proprio traguardo, pur nelle difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Mentre si corre per quei sentieri di montagna ritorni bambino, ti diverti, corri all’impazzata pensando solo ad accontentare te stesso, a trovare e superare il tuo limite, a misurarti con le difficoltà che incontri lungo il tracciato; e ad acquisire fiducia man mano che il traguardo si avvicina e tu ce la stai facendo. Solo per te stesso.

Mentre corri l’ eco-trail non sai mai come saranno i sentieri lungo il percorso, che difficoltà incontrerai, se troverai salite o discese, se saranno all’ombra o al sole, se con fondo terroso o brecciato. Eppure corri senza voltarti indietro, vai avanti con fiducia senza programmarti, senza aver paura. Perché senti che hai voglia di arrivare al traguardo. Il traguardo è la tua realizzazione. Tua e di nessun altro! E mentre fatichi lungo quel percorso magari in un sentiero boscoso pieno di alberi, all’improvviso terminano gli alberi e si apre una radura che scopre un paesaggio incantevole: in quel momento dimentichi che stai disputando una gara, e ti fermi ad ammirare lo splendido paesaggio, e ringrazi Dio, la natura e il mondo. Ti senti tutt’uno con esso. Ti capita di correre lungo discese ripide, pericolose, scivolose, con profondi precipizi ai lati. Eppure ti lasci andare, superi le paure, vai oltre la razionalità, non ti chiedi il perché delle difficoltà che incontri, perché senti che chi corre è il tuo sé più profondo, il tuo sé che ama la tua vita con entusiasmo, il tuo sé liberato dalle catene che ti tengono legato tutti i giorni, il tuo sé liberato dalle maschere che ti trattengono nel lavoro, in famiglia, nella società.

Poi, stremato dalla fatica e dai dolori, arrivi al traguardo finale: puoi arrivare primo, secondo, trentesimo o ultimo non importa! Sei comunque arrivato nel luogo più importante, nell’angolo più nascosto e più vero di te. Ti senti felice, perché ce l’ hai fatta. Ce l’ hai fatta unicamente per te stesso, per la tua auto stima, per l’ amore verso la tua vita (quella vera). Ecco perché correre un eco-trail è la metafora della vita: la ricerca di noi stessi, l’ imprevedibilità di ciò che ci accade, l’ accettazione e il superamento con entusiasmo delle difficoltà, la voglia di oltrepassare i propri limiti, la gioia di tornare bambini, la grinta in vista del traguardo, l’amore per la fatica, la pazienza e la resistenza, la voglia di lasciar andare e di non opporsi a quanto ci capita lungo il percorso. E alla fine il riposo, la soddisfazione per avercela fatta, per aver dato il nostro meglio, ma soprattutto l’Amore per sé stessi!

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Citazione tratta da:

Osho, Una vertigine chiamata vita. (Autobiografia di un mistico spiritualmente scorretto, Mondadori, Milano 2003, p. 296).

Suggerimenti bibliografici dell’autore

Gaia De Pascale, Correre è una filosofia, 2014.

Haruki Murakami, L’arte di correre, 2007.

Domingo Lupi Libero Blogger

Posted by Domingo Lupi

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