«L’empio fugge anche se nessuno lo insegue» (Prov 28,1).

Parole antiche, tratte da un libro oggigiorno fin troppo bistrattato, la Bibbia. Parole antiche, dicevo, ma così intollerabilmente profonde che non mancano di interrogare gli uomini contemporanei dalla presunta superiorità verso tutto ciò che è passato. Confondiamo troppe volte antichità con anticaglie, il passato come fondamento per il futuro in ciarpame da rigattiere. Si apprende dai giornali che un carabiniere implicato nel pestaggio di Stefano Cucchi abbia confessato. Abbia indicato i suoi compagni d’armi come responsabili di un atto di vigliaccheria suprema e che fu principio di una serie di eventi che hanno visto il Cucchi subire la morte.

 

Il carabiniere ha smesso di correre. Ha smesso di scappare anche se, in questo caso, qualcuno lo inseguiva. In primis la famiglia Cucchi che mai si è arresa e data per vinta. La sorella di Stefano ha alzato gli scudi conducendo una battaglia fiera e irrinunciabile finanche contro lo Stato per illuminare una vicenda fin dall’inizio troppo oscura, piena di tumefatte ombre, come il volto smagrito di suo fratello. Per tonare a citazioni bibliche, un certo Gesù (questo sconosciuto!) disse: «la Verità vi farà liberi» (Gv 8,32) e proprio quando la Verità inizia a manifestarsi come luce liquida su un viscoso manto nero realmente ci sentiamo tutti più vicini, tutti più umani, tutti più liberi. Dopo nove anni, la luce! O, almeno, l’apertura dalla quale filtra un raggio di vigorosa Verità.

 

«L’empio fugge anche se nessuno lo insegue». E la fuga si è arrestata, quando qualcuno, finalmente, ha detto che c’era, che ha visto, che effettivamente Cucchi è stato brutalmente malmenato. Voglio credere e credere con tutte le mie forze, che oltre alla famiglia Cucchi ci sia qualcos’altro che abbia inseguito e raggiunto il carabiniere che ha confessato. Parlo di qualcosa che oggi sembra talmente abbandonata a se stessa da ritenerla una frottola: la coscienza morale. Morale. Ha ancora senso questa parola? Spero per l’umanità che questa parola abbia ancora un valore autentico. Spero che sia stata da parte del carabiniere, anche dopo nove anni, una presa di coscienza forte e illuminata e non una decisione dettata da motivi utilitaristici che al sottoscritto possono sfuggire.

 

Se fosse così c’è speranza. Se fosse l’impertinenza pungolante e mai doma della coscienza morale ad aver provocato questo ribaltone allora c’è ancora qualcosa di cui poter gioire ed essere felici in un mare pieno di liquame. Se così stanno le cose allora il bene è una causa integra mentre il male un qualcosa che si origina per difetto, secondo l’adagio di Tommaso: «bonum ex integra causa, malum autem ex singularibus defectibus». In questo senso il male non sarebbe affatto radicale – come sostiene la stessa Hannah Arendt –; c’è solo il bene come sostanziale mentre il male sarebbe una forma cancerosa del bene. Come un tumore non sussiste di per sé ma ha bisogno di originarsi e prosperare in un corpo vivente, così il male non ha sussistenza di per sé ma si profila laddove già esiste il bene.

 

Stefano Cucchi è un ragazzo che ha sbagliato. E, da quello che ho potuto comprendere, giustamente arrestato. Ma una volta nelle mani dello Stato, ogni persona deve avere l’assoluta certezza che ogni suo diritto sia rispettato. E questo non perché lo Stato dev’essere buonista, ma perché se lo Stato e i suoi rappresentanti non sono garanti delle Leggi e dei cittadini – anche dei delinquenti secondo norma di legge – viene meno l’essenza stessa dello Stato. Stato come garante della Giustizia, come baluardo fermo contro lo stato di natura dove l’uomo forte sovrasta il più debole. Se lo Stato nasce per difendere e governare ma non difende e non governa, che senso può avere? Per concludere questo straccio di riflessione vorrei chiedere «perché». Il carabiniere Francesco Tedesco, da quanto si apprende dai giornali, ha ricostruito la vicenda del pestaggio. Ma perché lo hanno pestato? Quale il motivo scatenante per un’azione così terribilmente incomprensibile? Spero che il processo chiarisca anche questo punto.

Posted by Vincenzo Viviani

Laurea Magistrale in Scienze Religiose.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *