Da qualche anno orami non è difficile imbattersi, leggendo i giornali, ascoltando i Tg, spulciando su internet, di disastri ambientali più o meno seri che colpiscono l’Italia ed il Mondo: piogge torrenziali che si abbattono in luoghi certamente più piovosi di altri, che comunque eccedono la norma dei millimetri previsti; zone calde che raggiungono picchi sempre più elevanti che associata ad una minore piovosità costantemente in decrescita, desertifica vastissime zone. Ed ancora tifoni ed uragani che si spingono molto più a Nord rispetto a dov’era la norma, le calotte dei Poli che si assottigliano dalle quali blocchi grande quanto regioni italiane si staccano, vagando negli Oceani; animali che si estinguono per il puerile agire avido dell’uomo e di qui in avanti.

Già, l’uomo, la creatura che fa, ed ha fatto, dell’intelligenza la sua arma di difesa più potente per sopravvivere ad animali feroci ed alle avversità naturali, quella stessa intelligenza che spesso usa contro la vita, la sua compresa. Facendo delle semplici considerazioni, è possibile comprendere la severa situazione in cui ci troviamo, le cause e le conseguenze. Partiamo per dalle basi, dai cicli biogeochimici – quelli che auspicabilmente ognuno di noi conosce, affrontati a scuola fin dalle elementari -. Prenderemo in riferimento esclusivamente quelli gassosi per una questione di brevità.

Non possiamo che iniziare dall’acqua, senza la quale la vita sarebbe impossibile, essendo un ciclo il bilancio deve essere pari a 0 altrimenti qualcosa sta andando storto. L’idrosfera, cioè tutta l’acqua presente sulla Terra in tutti i suoi stati di aggregazione (solida, liquida e gassosa), rende possibile tale ciclo. L’acqua evapora (da liquida diventa gassosa) per effetto dei raggi solari, raggiunta poi una certa quota altimetrica, condizioni di pressione e temperatura adeguate rendono nuovamente il vapore liquido o addirittura solido, ricadendo al suolo; dal suolo l’acqua si infiltra, scorre, crea movimenti carsici e si accumula nuovamente. Come tutti sappiamo però c’è un aumento nell’atmosfera della componente gassosa, cioè del vapore acqueo, che non permette ad una parte sempre più rilevante di energia solare, una volta attraversati i vari strati dell’atmosfera terrestre, di uscirne. Certo non è solo il vapore acqueo che non permette tale passaggio ma è sicuramente uno degli ingredienti principali.

Ovviamente il vapore acqueo, come tutti gli ingredienti della natura, di per sé non è dannoso, nella giusta quantità è fondamentale, permette alla Troposfera di mantenersi ad una certa temperatura permettendo la vita, è la base per ogni forma di precipitazione al suolo di acqua e, non ultimo, concorre a regalarci albe o tramonti meravigliosi. Il problema sorga quando è in eccesso, come nel nostro caso. La domanda: è come mai è in eccesso? O anche da dove proviene l’eccedere di molecole gassose di acqua? Una delle fonti è la reazione di combustione dei carburanti: i combustibili fossili sono molecole composte da atomi di carbonio (C) e di idrogeno (H), combinandosi con l’ossigeno (O) si produce ovviamente energia, ma anche anidride carbonica (CO2) e acqua (H2O) entrambe in forma gassosa. Il gioco è fatto, nell’atmosfera di accumulano queste molecole che di per sé non sono nemici della vita come spesso si sente dire, il problema è solo il loro eccesso. Ma restiamo all’acqua. L’altra fonte che produce eccesso di vapore sono le torri di raffreddamento delle centrali in cui si produce energia per le attività umane.

Leggendo sin qui lo scritto, si potrebbe subito pensare che chi scrive sia un simpatizzante della decrescita felice. Al di là di questa categoria, credo che più che di crescita o decrescita si debba parlare di azioni responsabili, nuove strategie di produzione di energia ed un’intelligente sviluppo umano intessuto armonicamente nella trama del mondo circostante, senza il quale la sua stessa vita è destinata a terminare presto. Ovviamente il problema dell’acqua non finisce qui, come tutti sappiamo solo una piccola parte – il 3% – di questa è dolce, cioè utilizzabile dall’uomo e quindi potabile. Di questa percentuale il 70% è bloccata nei ghiacciai e, senza sconfinare troppo nei numeri, ci si accorge che è davvero un bene prezioso. L’uomo ovviamente non si risparmia e ne usa molta di più del necessario:

 

  • un americano ne usa quasi 2 milioni di litri all’anno,
  • un italiano quasi 1 milione,
  • un africano arriva a mala pena ad un decimo.
  • 1,2 miliardi di esseri umani non possono bere quotidianamente acqua potabile,
  • 2 milioni dei suddetti muoiono per cause legate a scarsità o patologie infettive.

 

Per l’uomo occidentale è diverso, l’acqua è all’apparenza abbondante, può permettersi di ipersfruttarla sia nella vita domestica che per altre attività. Non potendo prendere in considerazione tutte le attività umane, cercherò di analizzare solo quelle che riguardano il quotidiano di ognuno di noi. Iniziano dal bagno: per lo sciacquone si potrebbe istallare una vasca di raccolta per l’acqua piovana; le docce sono da preferire ai bagni in vasca e comunque brevi, 5-6 minuti al massimo sono sufficienti. Per le varie toilettature da lavandino chiudiamo il rubinetto mentre facciamo altro, anche un minuto è molto se fatto da tutti. Sono utili i frangigoccia che riducono gli sprechi. Lo stesso vale per la cucina cerchiamo di ridurre gli sprechi: evitando lavandini gocciolanti, o acqua che esce senza sosta per fare i piatti, meglio una piccola ciotola con un po’ d’acqua calda e sapone ed un veloce risciacquo. Poi passiamo al cibo, non quello cotto in casa, ma al cibo prodotto: quanta acqua occorre per produrre un cibo X? Di seguito propongo un breve elenco esemplificativo dal quale ognuno trarrà le sue conclusioni. Si prenderà in esame l’Impronta idrica, cioè l’intervallo di L/Kg utilizzati:

 

  • Ortaggi da 0 a 240 L/Kg (stagionalità e zone di coltivazione);
  • Frutta da 50 a 900 L/Kg (stagionalità e zone di coltivazione);
  • Latte 1000 L/L;
  • Cereali in genere attorno ai 1500 L/Kg;
  • Legumi da 0 a 3000 L/Kg (aumentano i litri per quelli in scatola, non per i secchi o freschi);
  • Uova 3000 L/Kg;
  • Formaggi 6500 L/Kg;
  • Carni 15000 L/Kg.

Basta poco per capire quanto sia importante quello che mangiamo per far fronte al consumo di acqua, cercando di limitare (non escludere) i cibi che richiedono lo sfruttamento eccessivo di tale risorsa e privilegiare quelli a basso impatto idrico. Il messaggio di questo piccolo contributo è quella di riflettere sulle nostre azioni, ricordandoci che il mondo è di tutti, soprattutto delle future generazioni alle quali stiamo preparando un terreno terribile da lavorare e su cui vivere, ed essendo un patrimonio comune l’azione di uno ricade sugli altri. Quindi riflettiamo, informiamoci e agiamo con consapevolezza in ogni momento e con rispetto.

Posted by Stefano Marini

Psicologo specializzando in Psicoterapia. Editore della pagina

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