Molto spesso oggi capita di ascoltare, o leggere, il “bollettino di guerra” che il nostro stile di vita ci consegna. Siamo circondati, o forse noi stessi siamo, malati cronici; i farmaci sono diventati gli ingredienti essenziali per vivere a lungo e se di per sé questo è evidentemente un bel passo avanti compiuto dall’uomo, dell’altro è una condanna perché il malato, più facilmente anziano, è costretto ogni giorno ad assumere un numero più o meno abbondante di pasticche per far fronte spesso – ma non sempre – ad una vita di sregolatezze. Da questo punto di partenza inizia la nostra riflessione che sarà accompagnata dalla lettura del testo “La Grande Via” di due esponenti illustri della medicina italiana: Franco Berrino e Luigi Fontana che non necessitano di presentazioni.

Il presupposto su cui si fonda il discorso è che risulta ormai priva di fondamento la divisione tra corpo, psiche e spirito, che per millenni ha caratterizzato il pensiero dell’Occidente. I confini tra queste parte sono così difficili da rintracciare, qual’ora ci fossero, che ogni definizione risulterebbe artificiosa e pericolosa soprattutto per quel che riguarda le ricadute nella vita quotidiana di ogni singolo individuo. La riflessione dei due autori sopra citati parte dal vecchio, ma intramontabile, aforisma: “siamo quello che mangiamo”. Non si parla in termini ideologici di nessuno stile alimentare, ogni fenomeno è letto sotto la lente di ingrandimento della saggezza antica e delle moderne ricerche. Proprio questa duplice prospettiva di lettura, permette di comprendere come senza alcuna consapevolezza sui processi cellulari e sulle molecole chimiche, i nostri antenati avevano intuito quali fossero le coordinate per vivere in modo sano equilibrando l’intero essere dell’uomo.

La Scuola di Medicina Salernitana nell’XI secolo diceva “Se ti mancano i medici, ti siano medici: la mente lieta, il riposo e il nutrimento moderato”, in Estremo Oriente si consigliava di mangiare solo quando si aveva fame e riempiendo lo stomaco per i ¾, alzandosi con un poco di fame, consumando “cibi delicati come cereali, legumi frutta e vegetali, limitando il resto”. Oggi sappiamo come i cibi ricchi in fibre sono processati dai batteri intestinali per produrre metaboliti che ci proteggono dalle più varie patologie.

Un altro consiglio che fornisce il testo di Berrino e Fontana è di introdurre la maggior parte delle calorie giornaliere nella prima parte della giornata senza andare mai oltre il necessario. Non a caso una iscrizione egizia del 3800 a.C. dice “Gli uomini possono vivere con un quarto di quello che mangiano, sugli altri tre quarti vivono i dottori”. Le più recenti ricerche sull’invecchiamento ci dice, dopo quasi 6000 anni la stessa cosa, cioè che attuando la restrizione calorica del 20-40% si assiste ad un aumento della qualità e della quantità della vita nei topi da laboratorio e nelle scimmie (con cui condividiamo il 96% del DNA).

Questo allungamento della vita e miglioramento della qualità di essa, dipende dalla riduzione del livello delle molecole infiammatorie e ad una più efficace riparazione dei danni al DNA. Ovviamente anche sulla restrizione non si deve esagerare, per cui il consiglio è quello di farsi sempre seguire da un medico che, dopo adeguate analisi, possa calibrare, in base alle esigenze di ognuno, il giusto introito di calorie, elementi minerali e vitamine utili al nostro corpo. Un altro aspetto che i due autori prendono in considerazione è il movimento sia esso di tipo aerobico, che anaerobico e non per ultimo quello associato alle pratiche spirituali come lo Yoga o il Tai Chi: tutto sempre calibrato dal nostro medico in base al nostro quadro clinico.

Questi due punti: la via del cibo e la via del movimento – senza entrare troppo nello specifico per non anticipare la lettura del libro – si basano sull’assunto che l’organismo umano è nato e si è poi evoluto in un ambiente dove il cibo era scarso, comunque doveva essere assunto dopo un notevole sforzo fisico, sia per i raccoglitori, che per i cacciatori ed anche per i primi agricoltori che lavoravano la terra con attrezzi rudimentali. Per questo la sedentarietà risulta essere un fattore di rischio importante per la salute.

L’ultima Via, non per importanza, che nel testo “La Grande Via” viene preso in esame è quella della meditazione/preghiera, uno stato cioè di presenza a se stessi momento per momento che trae origine da tutte le più antiche forme di spiritualità Orientale ed Occidentale. Non importa quale sia la pratica meditativa o di preghiera seguita, ciò che conta per gli autori è praticare tutto con assiduità e serenità d’animo senza affrettare i tempi o spingere l’acceleratore per raggiungere un obiettivo. L’obiettivo è la pratica stessa. Le pratiche spirituali spengono determinati geni, specie quelli responsabili della più comuni malattie che affliggono la società occidentale e accendono i geni che hanno funzioni ripartiva o protettiva.

Questa breve riflessione vuole essere un’esortazione a leggere il libro – ciò non a fini pubblicitari ovviamente – per poter così far esperienza e avere un’idea della proposta degli autori e di questa Grande Via, che ha preso forma dal sapere “ingenuo” dei maestri dei millenni addietro e dal sapere più oggettivante delle scienze moderne; Via che ogni uomo può percorrere. Questa proposta di lettura può così diventare un modo per prendere coscienza di noi stessi e comprendere come ogni rivoluzione è vana se prima non passa per la nostra interiorità, attraverso la nostra riflessione e la nostra esperienza diretta: l’invito è, quindi rivolto al fare più che al fermare tutto al pensare.

 

[su_divider divider_color=”#1f32c9″ link_color=”#0c0101″ size=”6″ class=”1″]

Bibliografia suggerita dall’autore

 

  • Bergamini E.: L’arte della longevità in buona salute. 2012.

 

  • Berrino F., Fontana L.: La Grande Via. 2017.

 

  • Bianchi E.: Una lotta per la vita.

 

  • Thich Nhat Hanh.: Il Miracolo della Presenza Mentale. 1992.

Posted by Stefano Marini

Psicologo specializzando in Psicoterapia. Editore della pagina

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *