“Una mail non può contenere l’alone di una lacrima”.

(Josè Saramago)

“Senza il grasso il cannone non spara”: una frase scritta in una vecchia cartolina, sepolta tra altre carte gelosamente custodite dai miei nonni defunti in un porta gioie poggiato su un comò della loro vecchia camera. L’ho scoperta per puro caso, rovistando nei ricordi. Una cartolina ricevuta da mio nonno ai tempi della guerra, scritta da un suo amico al fronte che spera di essere rimpatriato. Che fine avrà fatto quel soldato? Come avrà vissuto il resto dei suoi giorni? Perché mio nonno l’ha per tanto tempo custodita gelosamente tra i suoi ricordi?

Francobollo da 50 centesimi, si intravede un timbro: “Prelevata per censura il 17 Ago 1943”. Una cartolina che da oggi custodirò gelosamente tra le mie cose più preziose, perché le emozioni scritte su una lettera sono testimonianze di vita, d’amore e di speranza. Oggi siamo sovrastati dalle mail, dai social, da corrispondenza fredda e asettica in cui leggiamo il messaggio senza cogliere l’emozione di chi ci ha scritto.

Che calore e che colore le vecchie lettere! L’ attesa del postino, l’apertura della busta, il profumo della carta,il tratto della penna, l’interpretazione della scrittura rigorosamente a mano….Le lettere sono antiche come la scrittura, addirittura esistono testimonianze di genere epistolare fin dalla Mesopotamia e dall’ antico Egitto. Il genere epistolare è una pratica antica, sopravvissuta a persecuzioni e censure….e adesso deve essere condannata a morte a causa della comunicazione digitale?

Recentemente ho letto e amato un romanzo di Angeles Donate (Il club delle lettere segrete) in cui una postina di un piccolo paese rischia di rimanere senza lavoro perché nessuno scrive più lettere. Tutto il paese si mobilita per salvarla, e per salvare l’amore sprigionato dalle lettere. Una catena epistolare che fa riaffiorare vecchi segreti e dà il via a nuove amicizie e nuovi amori. Sogno un mondo in cui ricominceremo ad esprimere le nostre emozioni in una lettera, in cui ci dichiareremo al nostro amore aprendo il nostro cuore in una lettera, in cui cada una lacrima su di essa, in cui condivideremo un viaggio piacevole in una cartolina, ma soprattutto sogno un mondo in cui l’attesa di una risposta sia lunga, lenta, ricca di sensazioni profonde e di fervente umanità.

“Tutte le lettere d’amore sono ridicole. Non sarebbero lettere d’amore se non fossero ridicole. Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore, come le altre ridicole. Le lettere d’amore, se c’è l’amore, devono essere ridicole. Ma dopotutto solo coloro che non hanno mai scritto lettere d’amore sono ridicoli. Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo senza accorgermene lettere d’amore ridicole. La verità è che oggi sono i miei ricordi di quelle lettere a essere ridicoli. Tutte le parole sdrucciole, come tutti i sentimenti sdruccioli, sono naturalmente ridicole”.

(Fernando Pessoa).

Posted by Domingo Lupi

Libero Blogger

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