Chi di noi non si è mai emozionato per una punizione telecomandata, un’idea creata lì su due piedi, un’intuizione…del “divin” Codino? Chi durante i mondiali del 94 non ha “rischiato un arresto cardiaco” ammirando le gesta del Roby nazionale? Ricordando Roberto Baggio e allo stesso tempo buttando uno sguardo al calcio odierno, non possiamo che provare una sana e malinconica nostalgia per l’estro, l’imprevedibilità di un calciatore fuori dagli schemi, dalle logiche pubblicitarie e dunque di profitto che oggi sono diventate prerogative fondamentali.

La fantasia non trova più spazio surclassata da una ricerca ridondante del tecnicismo e da una fisicità molto spesso fine a se stessa baratro della creatività. Le fantasiose giocate del divin Codino vogliono ricordarci che nello sport, come nella vita, l’estro, l’invenzione, l’intuito e via discorrendo, sono caratteristiche fondamentali dell’uomo o meglio rappresentano l’essenza stessa dell’individuo. Torniamo a sognare, torniamo a creare e anche a sbagliare, semplicemente torniamo autenticamente a essere uomini. Evitiamo sterili leziosismi e rompicapo che non portano a niente se non ad una velleitaria pretesa di perfezione. Puntiamo alla semplicità come una punizione telecomanda del Roby nazionale all’incrocio dei pali.

Posted by Marco Di Domenico

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